Com’è un Barolo perfetto? Collina Rionda 1989 di Bruno Giacosa, per esempio - di Alessandro Morichetti

05.10.2026

(Fonte: intravino.com – Articolo di Alessandro Morichetti)

L'articolo racconta una scena semplice: una cena tra amici, bottiglie importanti sul tavolo, confronti spontanei. Ma una di queste bottiglie — Barolo Collina Rionda 1989 di Bruno Giacosa, proveniente dalla cantina di Luigi Veronelli — riesce a mettere tutti d'accordo, evento raro anche tra degustatori esperti. Già al primo naso, senza sapere cosa fosse, il vino colpisce per un profumo di mentuccia che danza sopra un profilo complesso e cangiante: stratificazione, finezza, profondità immediatamente percepibili.

Il confronto con altre etichette presenti, tra cui un Barolo 1982 di Bartolo Mascarello, aiuta a contestualizzare la statura del Collina Rionda: mentre il Mascarello mostra la sua evoluzione terziaria, il Giacosa appare in forma smagliante, vivo, sorprendentemente integro per un vino di quasi quarant'anni. Nessuna nota di umami, solvente o autunno avanzato: una rarità assoluta.

Il ventaglio aromatico è definito "pazzesco": gelatina di fragola, pepe bianco, tè nero, litchi, anguria, violetta, cipria, liquirizia. Un profilo mai seduto, sempre in movimento, capace di restituire dieci quadri diversi a dieci nasi diversi. E alla complessità del naso segue un sorso perfetto: pieno ma non pesante, rotondo ma non molle, incisivo nell'acidità, tannino felpato, equilibrio ammirevole. Un vino che dimostra come, nei grandi rossi longevi, la bocca segue quasi sempre la qualità del profumo.

Il Collina Rionda 1989 si conferma così un monumento di Langa, un Barolo assoluto, memorabile, che ha la capacità rara di mettere d'accordo tutti. Una fortuna averlo incontrato, e un esempio concreto di cosa possa significare la parola "perfetto" quando si parla di Barolo.

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