"Come si diventa chef de cave di Ruinart, la prima maison di Champagne" - di Andrea Gori

10.06.2026

(Fonte: intravino.com – Articolo di Andrea Gori)

Dal 1° gennaio 2026 Caroline Fiot è la nuova chef de cave di Ruinart, prima donna a guidare la più antica Maison di Champagne. Il suo percorso inizia con un colloquio di assunzione decisamente fuori dagli schemi, orchestrato dal suo predecessore Frédéric Panaïotis: niente degustazioni tecniche, ma domande di cucina, prove sensoriali alla cieca e test inattesi per valutare non solo competenze enologiche, ma sensibilità gastronomica, capacità emotiva e attitudine comunicativa. Un modo per ribadire che oggi l'enologo non è più solo un tecnico, ma un interprete del gusto e un ambasciatore della Maison.

Durante un pranzo al Mandarin Oriental di Milano, Fiot racconta la visione di Ruinart di fronte al cambiamento climatico, tema su cui la Maison lavora da oltre dieci anni. Le vendemmie anticipate — sempre più spesso già in agosto — hanno portato alla nascita del progetto Blanc Singulier, una nuova filosofia di assemblaggio che seleziona vini più maturi e atipici, con uso mirato del legno (foudre), dosaggio zero e tempi di affinamento più lunghi. L'obiettivo: mantenere freschezza e texture senza perdere identità, anche in annate calde.

Il Blanc Singulier 19 esprime questa ricerca: agrumi maturi, note marine, canfora, tiglio, talco, un sorso vibrante e carnoso, ricco di ritmo e progressione aromatica. Una cuvée che mostra come il clima possa diventare un alleato se interpretato con precisione.

Arrivano poi due annate di Dom Ruinart, 2009 e 2013, presentate da Fiot come due opposti complementari.

  • Dom Ruinart 2013: uno Chardonnay Grand Cru affilato, autunnale, cesellato, con acidità più alta, frutta fresca, fiori bianchi, zenzero, agrumi e una struttura gessosa che evolve nel bicchiere senza perdere eleganza.

  • Dom Ruinart 2009: più solare e maturo, con frutta gialla, miele, frutta secca, note ossidative leggere e una rotondità gourmand che non rinnega la firma Ruinart. Più disteso, meno teso del 2013, ma ancora equilibrato e luminoso.

Fiot racconta anche la filosofia futura della Maison: continuità nello stile, micro‑aggiustamenti progressivi, attenzione alla freschezza, alla texture setosa e al lavoro sul terroir. In vigna, Ruinart prosegue con agroforestazione, agroecologia, decompattazione dei suoli e selezione massale per affrontare il clima che cambia. In cantina, equilibrio tra tradizione e innovazione, con l'obiettivo di arrivare ai 300 anni della Maison nel 2029 con una visione chiara e coerente.

Il ritratto che emerge è quello di una professionista solare, precisa e profondamente consapevole del ruolo: traghettare Ruinart nel futuro senza tradirne l'essenza.

Leggi tutto:

Share