Il Krug Clos du Mesnil 2009 e i miei dubbi - di Alberto Lupetti
(Fonte: LaMiaChampagne.com – Articolo di Alberto Lupetti)
La decisione di Krug di dichiarare il Clos du Mesnil 2009 ha sorpreso molti appassionati, perché il 2009 è un'annata calda, solare, non particolarmente tesa, e storicamente il Clos non dà il meglio di sé in condizioni climatiche simili. Lupetti ricorda come annate come 2006, 2003 e, in parte, 1992 abbiano mostrato limiti simili: vini corretti, talvolta piacevoli, ma privi di quella energia verticale che definisce l'identità del Clos du Mesnil.
Il 2009, pur accolto con entusiasmo da diversi degustatori, secondo l'autore non esprime pienamente la "firma" del vigneto: manca quella vibrazione minerale, quella precisione affilata e quella progressione che rendono il Clos un blanc de blancs unico nel panorama dello Champagne. È un vino che si muove più sulla morbidezza e sulla rotondità che sulla tensione, e questo, per Lupetti, crea una discrepanza tra aspettativa e risultato.
L'articolo approfondisce anche la storia del vigneto: 1,84 ettari nel cuore di Le Mesnil‑sur‑Oger, suddivisi in sei parcelle, con radici che risalgono al 1698. Un luogo raro, acquistato dai Krug nel 1971 e trasformato nel simbolo della purezza dello Chardonnay. Proprio questa unicità, sostiene Lupetti, richiede annate capaci di esprimere energia, freschezza e precisione assoluta — caratteristiche che il 2009, pur essendo un vino ben fatto, non sembra incarnare fino in fondo.
In sintesi: un Clos du Mesnil che divide, piace a molti, ma lascia dubbi a chi cerca la sua identità più profonda.
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