"Mi ha sorpreso La Grande Année 2018" - di Alberto Lupetti

09.06.2026

(Fonte: LaMiaChampagne.com – Articolo di Alberto Lupetti)

Alberto Lupetti apre il suo ragionamento ricordando come Bollinger abbia saltato due annate cruciali: la 2016, compensata dall'eccellente B16, e la 2017, probabilmente mai destinata a diventare La Grande Année. La scelta di millesimare la 2018 si inserisce quindi in un contesto particolare: un'annata calda, molto generosa nelle rese e generalmente apprezzata da molte Maison. 

Tuttavia, per l'autore, il millesimo 2018 presenta un limite ricorrente: una sensazione di diluizione che affiora sia nei sans année sia nei millesimati. Non per l'abbondanza della vendemmia, ma per un fenomeno più sottile: uve con zuccheri altissimi ma maturità fenolica incompleta, che hanno portato molti vini a perdere struttura.

In questo quadro, La Grande Année rappresenta per Lupetti lo champagne più identitario di Bollinger: selezione rigorosa delle uve, fermentazione in legno, tiraggio sous liège, remuage e dégorgement manuali. Una tradizione artigianale che non viene meno nella 2018, costruita su uve provenienti da 19 cru tra Grand e Premier, con forte presenza di Verzenay, Aÿ e Mareuil per il Pinot Noir, Avize, Chouilly e Cuis per lo Chardonnay. Dopo sei anni sui lieviti e un dosaggio di 6 g/l, il vino si presenta sorprendentemente coerente con la storia dell'etichetta.

L'autore evidenzia come Bollinger sia riuscita, ancora una volta, a superare le insidie dell'annata, proprio come accaduto con la 2015. La Grande Année 2018 si distingue per piacevolezza e accessibilità, senza mai scivolare nella diluizione che caratterizza molti 2018. Un risultato che la colloca tra le interpretazioni più gradevoli e sorprendenti della storia recente della Maison, pur senza l'incisività di annate come la 2004. La versione Rosé, come da tradizione, richiederà più tempo per esprimersi pienamente.

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